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direttamente dall'ENAC

AVVISO PER GLI OPERATORI SAPR

Al fine di dare attuazione a quanto previsto dall'art. 9 comma 2 del Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, si informa che sul sito ufficiale di ENAC è online il modulo "Dichiarazione resa ai sensi dell'art. 11 del Regolamento ENAC Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto" in formato .pdf che deve essere presentato dall'operatore per lo svolgimento delle operazioni specializzate non critiche. Il modulo deve essere compilato utilizzando esclusivamente il software Adobe Acrobat Reader DC versione 2016 o successiva scaricabile gratuitamente dal sito acrobat.adobe.com.

L'operatore deve apporre sul modulo pdf la propria Firma Digitale o, in alternativa, la firma olografa accanto al QR-CODE generato dopo la compilazione del modulo pdf. Nel caso dell'apposizione di firma olografa è necessario allegare, seguendo sempre le istruzioni presenti all'interno del modulo, anche copia del documento di identità. Gli operatori devono far pervenire il modulo esclusivamente all'indirizzo PECservizionline@pec.enac.gov.it seguendo le istruzioni fornite nel medesimo modulo.

I nuovi operatori devono provvedere, prima della compilazione del modulo, al pagamento della quota fissa attraverso i Servizi OnLine presenti nel sito istituzionale dell'ENAC. A conclusione del pagamento il codice alfa numerico che rappresenta la ricevuta di pagamento deve essere inserito nell'apposita stringa presente nel modulo.

Gli operatori il cui nominativo risulta già pubblicato che intendono apportare modifiche alla loro pubblicazione devono inserire, nell'apposita stringa presente nel modulo, l'identificativo alfa numerico della ricevuta del pagamento già effettuato. Per questi operatori non è previsto alcun ulteriore pagamento.

La procedura di pagamento prevede che la persona fisica che intende sottoscrivere la dichiarazione dovrà registrarsi presso i Servizi Online dell'Ente, effettuare il pagamento della tariffa N43 "Diritti Rilascio Dichiarazioni e duplicati - SAPR Dichiarazioni operazioni specializzate non critiche" e riportare poi nel modulo di dichiarazione gli estremi della fattura che sarà emessa e che l'utente riceverà via email.

La fattura sarà intestata alla persona fisica registrata sul portale (a breve sarà attivata una nuova funzionalità dei Servizi Online che consentirà di intestare la fattura anche a una persona giuridica).
In considerazione dell'introduzione del nuovo sistema, che rende l'azione dell'Ente più efficace e celere nella risposta, tutti gli operatori che hanno inviato la dichiarazione e non risultano ancora pubblicati sono invitati a ripresentare la dichiarazione utilizzando il modulo pdf: ciò al fine di evitare disparità di trattamento tra gli utenti.
A partire dal 30 Ottobre 2016 rimarrà in vigore soltanto il nuovo database relativo alle "Dichiarazioni rese dagli operatori a far data dal 16 settembre 2015".

Pertanto, sono invitati a registrarsi nel nuovo database:

· tutti gli operatori ancora interessati, presenti esclusivamente nei precedenti elenchi
· tutti gli operatori che, pur presenti nell'attuale database, intendano aggiornare la loro flotta con SAPR presenti nelle elenchi precedenti.

Crollo del palazzo a Roma. I droni potevano prevenirlo!

 

 

     Crollo del palazzo a Roma. I droni potevano prevenirlo!

E se gli Uffici Tecnici del Comune, del Catasto e gli organi di controllo come la Polizia Municipale utilizzassero droni attrezzati per la sorveglianza e i rilievi di quanto accade sul territorio?

 

di Francesco D’Alessandro

 

Forse non a tutti è chiaro che quanto è avvenuto a Roma è un caso di una gravità assoluta. Il crollo in piena notte dei tre piani alti di un condominio in una zona centrale dove due ore prima, al teatro sottostante con una capacità di 1.500 posti, si era conclusa la prima di uno spettacolo.  Tanti gli interrogativi oltre il classico: ”si poteva prevenire?” ma soprattutto siamo sicuri che è l’unico caso a Roma e in Italia? Quella situazione di instabilità a prescindere dalle singole responsabilità sono davvero un caso isolato? Non ci sono altri pericoli simili a Roma o in altre città?

Quanto accaduto al Flaminio riscriverà probabilmente le regole circa i calcoli statici, la normativa sui rilasci dei permessi comunali per costruire, ristrutturare, modificare e sopraelevare o abbellire con altre strutture e sui relativi controlli. E quelle sul rispetto delle ordinanze? Anche! I pm hanno ascoltato i responsabili della ditta che stava effettuando i lavori di ristrutturazione nell'appartamento al quinto piano, l'amministratore di condominio e quasi tutti gli inquilini del lungotevere Flaminio. Come giustamente scrive Paolo Conti sul Corriere della Sera:” Il cedimento del Flaminio, solo per miracolo privo di vittime, ripropone la delicatezza del caso Roma e del suo tessuto urbano. Richiama ai più elementari doveri professionali non solo gli architetti (spesso modestissime archistar de Noantri) e i geometri ma anche, se non soprattutto, gli stessi proprietari, titolari di una responsabilità non da poco: la sicurezza strutturale non solo del loro appartamento ma di un intero edificio. Difficile dimenticare, per esempio, l’esplosione di un pilastro nella futuribile libreria Feltrinelli di via del Corso nell’ottobre 2012: anche allora, la mania di piegare a una contemporaneità nordamericana uno spazio cinquecentesco provocò quasi il crollo di uno stabile storico, evacuato e poi fortunatamente consolidato” e ancora “Le regole, edilizie e legali, esistono. E non possono né debbono essere vissute come «lacci e lacciuoli», tipica espressione di una incultura che detesta i paletti indispensabili in qualsiasi società organizzata. Le foto e i filmati del Flaminio dimostrano che basta poco, pochissimo per distruggere ciò che si vorrebbe a tutti i costi «ristrutturare», sottraendosi magari a controlli e verifiche. Ma non è così che si modernizza una città. Al contrario, la si fa regredire in un passato (alla Roma palazzinara) impastato di avida ignoranza, quindi di disamore per la storia di questa città che meriterebbe ben altra attenzione ed etica professionale”. Ogni anno, solo a Roma, i vigili urbani registrano, in media, circa 1800 abusi edilizi. Che rappresentano, con tutta evidenza, solo la punta di un ben più colossale iceberg. Ormai si fa, e si vede, di tutto. Palazzi cinquecenteschi sventrati e svuotati, come dimostrano i residui edilizi spesso mostrati per strada. Edifici liberty (per esempio ai Parioli, è un continuo) che mantengono del proprio tempo solo la facciata, disperdendo per sempre il gusto di un’epoca. Volumetrie che lievitano in una notte. Ex stenditoi avviliti ad appartamentini. Per non parlare della mania monoculturale degli open space, quasi che la città dei Papi avesse bisogno di scimmiottare New York o Los Angeles.

Eppure gli strumenti di controllo ci sono e dal punto di vista tecnologico sono sempre più avanzati. Anzi il limite è davvero la fantasia. E fantasia per fantasia allora perché non proponiamo agli Uffici Tecnici dei Comuni ed ai vari Enti ed Uffici competenti di organizzare delle ricognizioni in volo con dei semplicissimi droni appositamente attrezzati? Non c’è bisogno di aspettare le immagini dei satelliti ancorchè prive di alcune fondamentali indicazioni e dettagli e nemmeno di montare strampalate impalcature o sorvolare con elicotteri. Basterebbe un drone attrezzato con termocamera ed altri strumenti di misurazione. Un solo volo al mese permetterebbe di prevenire tante situazioni pericolose e di effettuare in tempi rapidi e secondo i canoni dell’economicità dei controlli su prescrizioni, divieti etc… Un drone dotato di attrezzatura in grado di scansionare i muri, di fare una vera  e propria ecografia ai muri con tanto di rilievo termometrico permetterebbe di accorgersi subito di usi, abusi, speculazioni e anche semplici ma pericolosi guasti o dissesti. Non solo.. è proprio di queste ore la polemica circa la messa in sicurezza di un’area sottoposta a sequestro della magistrautra con conseguente impossibilità di effettuare rilievi immediati e ricognizioni per comprendere se possono esserci nuovi crolli. La domanda è: “Perché? Se il condominio non fosse sotto sequestro qualcuno salirebbe le scale interne dell’edificio ed andrebbe a fare controlli più approfonditi? …e il pericolo?” Allora nuovamente il DRONE! Questo simpatico robot volante più o meno performante, che però appositamente dotato di sensori, ci permette di effettuare rilievi di altissima precisione senza incorrere in rischi gravi. Idem ai fini assicurativi e peritali. Sono numerose le attività che possono essere implementate attraverso i droni nel settore dell’edilizia: ad esplicitarle è stato Gabriele Santiccioli, membro del Collegio Geometri di Roma: “È possibile effettuare la cosiddetta aereofotogrammetria che permette di rilevare la condizione del territorio, di realizzare indagini termiche sul fotovoltaico o su edifici per capire a quali classi energetiche appartengano e poi ancora: indagini multispettrali per capire se ci siano edifici deteriorati”

Tutte funzioni che rivestono un ampio raggio di utilità, soprattutto quando si tratta di perizie giudiziarie o assicurative: un drone infatti riesce ad accedere a luoghi e quote precedentemente inaccessibili e può contribuire a permettere di scovare abusi altrimenti nascosti.

 

Ecco dunque l’importanza della proposta che sosteniamo di dotare i Comuni, gli Enti preposti, i professionisti, gli organi di Comando e Controllo come la Polizia Locale di droni attrezzati con termocamera, raggio laser per le misurazioni e la più evoluta sensoristica in modo da restituire periodicamente una mappa, completa e finita, già automaticamente aggiornata delle differenze e degli scostamenti in termini numerici e non, rilevati. E già che siamo in volo se, nella stessa missione semplicemente aggiungendo qualche sensore, mentre mappiamo territorio ed edifici,  acquisissimo una serie di dati tipo la qualità dell’aria, l’inquinamento atmosferico ed acustico, i vapori, i fumi, facessimo un’analisi delle falde acquifere, dei rilievi idrogeologici, misurassimo i campi magnetici e…, e mappassimo le condizioni delle strade in modo da realizzare poi un programma strutturato di interventi di manutenzione?

 

 

DRONI in Difesa dei Portavalori

DRONI in Difesa dei Portavalori: ora è possibile!

 

E’ di qualche giorno fa la notizia dell’assalto armato con Kalashnikov ad un portavalori sulla A14 . L’assalto ha provocato un incidente in cui sono rimasti coinvolti diversi veicoli. C’è stato anche un incendio. Il tratto compreso tra Ancona Sud e Loreto, in direzione Pescara, è chiuso, il traffico è bloccato: ci sono due chilometri di coda (fonte: ilmessaggero.it). Dunque ritorna sempre più alla ribalta il problema della sicurezza non soltanto dei valori trasportati ma anche del personale di scorta e di tutti quanti in qualche modo direttamente o indirettamente restano coinvolti in simili attacchi; soprattutto per la violenza con cui questi assalti vengono portati a termine. Di qui la necessità di proteggersi e di rendere inutili tali attacchi. Quindi più che proteggersi con una tecnologia da Rambo che potrebbe solo scatenare una guerriglia con scene da film ma con morti veri. Già in questa fase quando non ci sono morti i danni a livello economico, i rischi e le conseguenze psicologiche per chi riceve un attentato simile sono indescrivibili.  La tecnologia che propone DroniWorld.com – leader mondiale nella progettazione, costruzione di “Droni da guerra” e relativo addestramento del personale al loro uso si basa su un sistema di più droni - con sistema di ridondanza e ciascuno backup dell’altro - di piccole dimensioni che al momento dell’attacco (tutto in maniera automatica e senza intervento degli operatori) vengono sparati dal furgone ad un’altezza variabile dai 350 ai 700 metri seguendo alla velocità di 50 km/h una figura irregolare. In contemporanea ovviamente si attiva automaticamente l’allarme geolocalizzato alle centrali operative dell’Istituto di Vigilanza e di Polizia e Carabinieri. Dall’alta con potente termocamera a infrarossi e sistema di puntamento laser viene filmata la scena e seguiti i malviventi. I limiti della batteria sono superati da un sistema di batterie di lunga durata, da una parziale ricarica in volo grazie alle celle solari e dagli altri droni che vengono automaticamente rilasciati dal primo garantendo una copertura fino a 180 minuti circa (tempo variabile in funzione delle condizioni atmosferiche e delle tempeste solari). Più droni possono seguire la fuga dei malviventi che si separano seguendo direzioni diverse. Il drone antiassalto portavalori è inattaccabile perché non subisce alcun tipo di schermatura nemmeno quelle GPS o quelle antintrusione utilizzate negli aeroporti. Viene lanciato in aria ad alta velocità seguendo un percorso discontinuo, è silenzioso ed invisibile perché sparato appunto ad alta velocità e si posiziona poi ad un’altezza variabile tra i 350 e i 700 metri. Impossibile da vedere, da sentire e da neutralizzare. Ovvio che anche in questo caso l’unico limite di utilizzo è la fantasia. A questo tipo di droni possono essere installati una serie di sensori e di dispositivi antisommossa e neutralizzanti compresi sistemi di neutralizzazione delle centraline delle auto dei fuggitivi. Dunque un’innovazione sulla Security tutta Italiana… Progettata da DronIWolrd.com e da Cloud-cam.com 

Altri ambiti che possono avvantaggiarsi dell’uso di questo drone sono tutti gli scenari militari e di guerra sia a livello nazionale che internazionale, sorveglianza territorio e coste, security industriale e ambientale grazie alla quale è possibile fare ricerche di attività criminose, guasti ad impianti, quantificazione danni, manutenzione preventiva, termografia delle discariche, verifiche qualitative di materiali isolanti, individuazione ponti termici e dispersioni termiche, controllo e prevenzione ambientale.

 

DRONIWORLD.COM è un Progetto Innovativo creato da professionisti ingegneri, geometri, docenti universitari, aeromodellisti, foto/video-operatori e piloti aeronautici professionisti uniti dalla passione per il volo radiocomandato e da tutti i vantaggi che esso può offrire in ogni ambito della vita. Specializzati nella formazione di operatori in ambito militare e nella costruzione di droni impiegati nelle aree ad alto rischio e per operazioni di Polizia, nella Ricerca dispersi, Primo Soccorso, Trasporto medicinali, Ordine Pubblico, Edilizia, Ingegneria Industriale ed Ambientale.

Forniamo i nostri servizi a singoli e società a livello nazionale ed internazionale, sia nel pubblico che nel privato. www.droniworld.com  email direzione@droniworld.com  telefono al 347 7913763